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COMITATO STOP ESONDA SEVESO
martedì 26 luglio 2011
INCONTRO CON L'ASSESSORE GRANELLI SUL PIANO DI EMERGENZA
Attualmente il piano non è all'altezza della situazione, come abbiamo denunciato nella petizione promossa dal Comitato. In questo modo si rischia che qualcuno si faccia male ad ogni esondazione.
La criticità maggior per quanto riguarda il Seveso è che spesso fra la soglia di preallarme e l'esondazione passa un quarto d'ora, le procedure che scattano in soglia di preallarme, di allarme e di esondazione devono perciò essere velocizzate.
All'incontro erano presenti l'Assessore Granelli, il vicecomandante della polizia locale con delega alla protezione civile dott.Scotti, il comandante della protezione civile Pedrazzi e l'architetto Frigo (sempre delle protezione civile), Jacopo Rossi, vicepresidente della commissione ambiente del Cdz9, Mario Villa, presidente del Cdz2, il consigliere di zona 9 Stefano Indovino e due membri del comitato Stop Seveso: Daniela Gianoli e Emilio Brusa.
Nell'incontro è emersa la necessità di coinvolgere i cittadini nella gestione dell'emergenza, di creare dei luoghi in zona dai quali si possano gestire i passaggi delle varie soglie di allarme (che potrebbero essere il deposito di via Gregorovious, il Consiglio di zona 2 in viale Zara, il deposito Sarca dell'Atm, la piscina Scarioni, olte che le scuole elementari Locatelli, Tommaseo, Arbe Zara), di migliorare l'informazione rispetto a questa problematica, di verificare l'effettiva ostruzione del tratto tombinato.
Per quanto riguarda il coinvolgimento dei cittadini verranno istituite due liste: una più istituzionale, un'altra che vedrebbe coinvolti più cittadini (il Cdz 9 ragionerà di questo nei prossimi giorni), che verrebbero informati al raggiungimento della soglia di allarme vero e proprio.
Si è pensato anche all'istituzione di una squadra di "volontari del Seveso", che potrebbero essere formati dalla protezione civile e attivabili durante l'emergenza in aiuto alle squadre di MM e protezione civile.Da Settembre partiranno delle assemblee informative sul piano di emergenza e sullo stato dell'arte della questione, è necessario coinvolgere più persone possibili, affinché con trasparenza tutti sappiano a che punto stanno le cose e che si sta provando a risolverle.
Il Consigliere di zona 9 Indovino, Daniela Gianoli ed Emilio Brusa restano a disposizione per ulteriori chiarimenti.
mercoledì 23 febbraio 2011
LA PETIZIONE DEL COMITATO
PETIZIONE
Le esondazioni del Torrente Seveso che hanno interessato le zone e i quartieri dell’area a Nord della città, Niguarda, Fulvio Testi, Zara e Isola, verificatesi nello scorso mese di Settembre, dopo il ripetersi di altri episodi alluvionali (10 nel solo 2010) evidenziano ancora una volta la possibilità che le medesime possono ripetersi, questo non solo per eventi piovosi eccezionali, ma anche a causa della mancata attenzione nel costruire edifici e strade costringendo il fiume in poco spazio rispetto alle necessità dello stesso e sottoponendolo a diretti e non meglio controllati sversamenti.
Considerevoli sono i danni arrecati negli anni alle strutture pubbliche e private, ed elevati sono stati i disagi e gli inconvenienti che le popolazioni e le attività economiche sono state costrette a subire.
I CITTADINI CHIEDONO:
ALLA REGIONE LOMBARDIA, ALLA PROVINCIA DI MILANO, AL COMUNE DI MILANO E AL CONSIGLIO DI ZONA 9:
La definizione di interventi strutturali urgenti, utili a contenere il livello delle piene che evitino il ripetersi delle esondazioni.
La realizzazione di un sistema efficace di monitoraggio e preannuncio delle piene con la conseguente definizione di un protocollo di interventi che coinvolgano la Protezione Civile per limitare danni e disagi.
La predisposizione di un Piano di interventi da attuarsi sia nella fase preventiva che durante e subito dopo l’emergenza e che veda la formazione di un comitato di coordinamento diretto dal consiglio di zona 9 e con sede operativa presso la struttura della piscina Scarioni.
Venga predisposto un Piano per la costante manutenzione degli impianti di deflusso comprendente il tratto tombinato che attraversa la città capoluogo e se necessario aumentare la portata dei suddetti tratti tombinati a tutela della salute e della sicurezza.
Siano trovate forme risarcitorie per coloro che hanno subito danni.